Home » Corriere non consegna il pacco: la mia disavventura personale

Corriere non consegna il pacco: la mia disavventura personale

Una persona cerca di prendere un pacco amazon
Tempo di lettura: 7 minuti

Copyright © 2025 Larens O.S Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione.

Io sono dipendente da Amazon o meglio dai locker di Amazon. Li amo alla follia, sono comodi, pratici, puntuali e soprattutto non mi costringono a perdere ore di lavoro in attesa di un corriere che potrebbe arrivare da un momento all’altro.

Letteralmente: da un momento all’altro. Hai aspettato ore e ore e devi andare in bagno? Lui arriva. Il caffè sta per venire su? Lui arriva. Tua nonna morente ha deciso di chiamarti al telefono per rivelarti dove si trova il tesoro di famiglia prima che sia troppo tardi? Lui arriva, tu ritiri e tua nonna è andata.

In generale, il tempismo di un corriere lascia molto a desiderare. Ma cosa accade quando il corriere il pacco te lo tira anziché dartelo? Ecco, questo è il mio caso.

Ma andiamo con ordine. Quest’ultimo periodo della mia vita non è particolarmente entusiasmante e, come se non bastasse, la mia salute non è delle migliori. Quindi, per poter stare meglio, mi sono visto costretto a rivolgermi alla sanità privata, dato che i tempi di attesa per la sanità pubblica sono troppo lunghi e io sono sempre più a un passo dalla fossa.

Tentare di prenotare una visita in una clinica privata.

La clinica a cui mi ero rivolto è molto distante da dove risiedo, quindi il medico che mi seguiva ha avviato le procedure per inviarmi un kit per la raccolta di un campione salivare da rispedire una volta riempito. Così il laboratorio poteva procedere con le analisi e una volta ottenuti i risultati avremmo organizzato un incontro.

E fin qui nulla di male, si tratta di un’operazione standard che ormai è diventata una pratica comune. Il problema è che mi hanno spedito il kit che mi serviva tramite un’agenzia di corrieri che può essere definita in tanti modi tranne che professionale.

Tentare di prenotare una visita medica

In un uggioso lunedì di fine gennaio mi arriva un’e-mail dalla clinica in cui mi viene fornito il codice di tracciamento del pacco. Arrivo previsto per il giovedì di quella stessa settimana. E lì pensai molto ingenuamente: Che bello! Non devo aspettare nemmeno troppo.

Povero illuso…

Giovedì prendo la giornata libera e attendo… attendo… e attendo finché alle 18:00 non mi arriva il messaggio: Siamo spiacenti, non ti abbiamo trovato a casa. La consegna è stata spostata a lunedì prossimo.

Ora. Io abito in un paesino di poche anime. Non ho vicini di casa; sulla strada che porta alla mia abitazione ci sono solo io e sono rimasto in attesa alla finestra come un anziano armato di fucile che non vede l’ora di avere un pretesto per poterlo usare. Quindi! Se il corriere fosse venuto nei pressi di casa mia, me ne sarei accorto o, caso estremo, lui avrebbe suonato il citofono. Il citofono funziona, ergo è fortemente plausibile che il corriere non ci sia proprio venuto da me.

Telefonare al corriere

Seppur in quel momento fossi infastidito ho preferito non dare troppo peso alla cosa e sono rimasto nuovamente in attesa. Altro lunedì, stessa situazione. Alle 18:00 in punto arriva il solito messaggio: Siamo passati ma tu non c’eri.

Penso che quando accadono determinate situazioni torni utile riflettere sui grandi quesiti della vita: Chi siamo? Perché esistiamo? E soprattutto: Dove siamo?

Io ero convinto di essere a casa mia ma a quanto pare ero da tutt’altra parte. E se non ero lì, dov’ero? Mistero.

Riflettere sul senso della vita

Scocciato mi decido a chiamare l’azienda che doveva occuparsi della mia consegna e mi convincono ad aspettare ancora un giorno. Domani arriva, si fidi! 

Attendo l’indomani, passa tutta la giornata e di nuovo: Siamo passati ma tu non c’eri.

Arrivati a questo punto possiamo dire che avevo tutte le ragioni per sfogare la mia frustrazione su qualche addetto dell’assistenza ma evitai di farlo. Ero molto stanco e non volevo dar battaglia in quelle condizioni.

Me ne andai a dormire e il mattino dopo, verso le 8:00, ricevo il seguente sms: Dato che non ti abbiamo trovato in casa, il tuo pacco è stato depositato in un punto di ritiro a noi associato.

Ci sono rimasto male. Avevo voglia di litigare con qualcuno e quel messaggio ora me lo impediva; e pensare che mi ero pure preparato un discorso ma almeno il mio pacco era arrivato.

Si trovava in un punto di ritiro presso una cartoleria nel paesino a fianco al mio. Nulla di entusiasmante. Una piazza, una scuola elementare, tre chiese con altrettanti preti che si contendono i fedeli lanciando prediche vivaci dai loro pulpiti. Infine lui, il kebabbaro, l’unico capace di unire le anime locali in un unico posto. Non che ci voglia poi molto.

Kebabbaro

La cartoleria dove dovevo recarmi è sulla via principale ed è gestita da Carlotta. Perennemente struccata, vestita alla bene e meglio e con due occhiaie che fanno provincia. Bellissima. Che ci vuoi fare, apprezzo il look da pantofolaia.

Ma quando la incontrai mi accorsi che non aveva qualcosa di fondamentale: il mio pacco. Ammetto che questa mi è uscita male ma hai capito che cosa intendo. Il mio pacco non era lì.

Pantofolaia

Carlotta mi raccontò che non ero l’unico in quella situazione: da più di un mese in negozio c’era un via vai di persone disperate per lo stesso motivo e nessuno di loro era riuscito a ritirare ciò che gli spettava.

Mentre parlavamo, accadde qualcosa di inaspettato. Arrivò il corriere e… non aveva il mio pacco. Poveretto, dovette sorbirsi tutte le mie lamentele, l’ho annoiato a morte. Tant’è che, in preda alla disperazione, mi ha passato un numero di telefono privato.

Corriere amazon

Non uno qualsiasi, ma il numero di chi si occupava di gestire i corrieri della zona. Saluto tutti, torno a casa e chiamo.

Dopo le classiche domande di rito, la donna dall’altro capo del telefono, con tono scocciato, non mi diede nemmeno il tempo di dire ciò che dovevo. Piuttosto, mi liquidò velocemente affermando che il mio pacco si trovava ancora nel loro deposito e che, di conseguenza, fosse impossibile che io abbia ricevuto e-mail o sms da parte loro di avvenuta consegna. Assicurandomi poco prima di chiudermi il telefono in faccia che non appena il pacco avesse lasciato il deposito me lo avrebbero comunicato.

Quindi le email e gli sms sul mio telefono erano frutto di un’allucinazione? Oppure me li aveva inviati il fantasma formaggino? Qui qualcuno aveva la coscienza sporca e di certo non ero io.

Fantasma formaggino

Quel pacco mi serviva, non potevo aspettare un’altra settimana o più. Le opzioni però erano finite; l’ultima chiamata fatta era l’ultima spiaggia. O forse no?

Iniziai a pensare che telefonare alla clinica dove avevo ordinato il test potesse essere una buona idea. Forse potevano sollecitare il corriere, provare non mi costava nulla.

Chiamo e non faccio in tempo a dire “A” che l’uomo dall’altro capo mi dice di inviargli un messaggio WhatsApp illustrando il mio problema. E mi chiude la chiamata in faccia.

Stava accadendo fin troppo spesso…

Discorso motivazionale

Arrivato a questo punto iniziavo a perdere seriamente le speranze. Ma armato di buona volontà faccio quest’ultimo sforzo.

Gli raccontai via messaggio tutto quello che era accaduto prima di allora, allegando poi gli screen delle e-mail e degli sms ricevuti. Tempo tre secondi e il losco figuro che fa? Mi scrive un altro numero di telefono da contattare perché lui non si occupa di queste cose.

Marrano, infingardo figlio di madre promiscua e padre ignoto. Brutto! Tre secondi mi ha dedicato solo tre. Non ha nemmeno letto quello che ho scritto.

Assistenza tecnica

Sai che cosa mi fa rabbia? Che molte persone vorrebbero davvero lavorare e non trovano niente, mentre gente come lui scalda solo la sedia e pretende pure uno stipendio.

Esasperato, chiamo anche quest’ultimo numero e mi innamoro. Mi innamoro di Elisa. Ho sempre pensato che avrei portato all’altare una bella ragazza di nome Livia, Paola o Nicoletta. Chi si aspettava un’Elisa?

Alternative

Simpatica, gentile, sa ascoltare. Ciò che la rende affascinante però è la sua professionalità. Non solo ha ascoltato per filo e per segno le mie disavventure ma grazie a lei, nel giro di sei ore, il mio pacco è arrivato da Carlotta pronto per il ritiro. Non ho idea di come abbia fatto ma non potrò mai ringraziarla abbastanza. Il giorno successivo sono andato a ritirare il pacco, ho fatto il test e ora non mi resta che aspettare i risultati.

Sposare un angelo

Tutto è bene quello che finisce bene, anche se probabilmente non avrò occasione di uscire a pranzo con Elisa. Niente lieto fine purtroppo, speriamo almeno che la salute migliori dopo tutta questa fatica.

Copyright © 2025 Larens O.S Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione.

Altri contenuti interessanti:

Lascia un commento