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Un’amicizia tradita | Racconto sul tradimento tra amici

copertina tradimento di un'amicizia
Tempo di lettura: 7 minuti

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Tutti noi siamo stati traditi almeno una volta. Dalla propria famiglia, dai propri amici o dalla persona che si ama. Per quanto mi riguarda posso dire di essere tra i fortunati che hanno potuto sperimentare tutte e tre le tipologie. Anche se sinceramente ne avrei fatto volentieri a meno.

Oggi però vorrei evitare di parlare di tradimenti familiari o amorosi. Preferirei andarci leggero, per modo di dire, parlando di amicizie tradite.

tradimento di fidanzata, famigliari e amici

Come ben si sa quando si è bambini è importante costruire dei buoni rapporti e coltivare le prime amicizie. Ma quando vai alle medie e sei una persona introversa, impacciata nei rapporti umani, vestita in maniera poco convenzionale e coltivi interessi particolari è molto facile rimanere completamente isolati. 

Questo perché a quell’età ci si avvicina all’adolescenza e i propri coetanei preferiscono omologarsi secondo gli standard del momento, mentre chi non lo fa sarà sempre visto come un diverso. 

Io rientravo in questa categoria. Fortunatamente per me non ero l’unico, c’era un altro ragazzino fuori dagli schemi che chiameremo con il nome fittizio di “Piercarlo”. Lo so, un nome orribile ma ritengo che assegnargliene uno così brutto sia il minimo. Più tardi capirete il perché.

Diventammo amici molto rapidamente. Anche perché al tempo nella categoria “esclusi” eravamo solo in due e non è che ci fosse molta scelta. Nonostante questo la nostra amicizia funzionava.

fare schifo è un'arte

Piercarlo non era come me, era più interessato al mondo dei manga e degli anime e passava la maggior parte del tempo a leggere e a giocare con la playstation. 

Ma quando ci incontravamo, grazie all’amore per i misteri e un’insana rivalità che sfociava in sfide sempre più stupide e mortali ci divertivamo parecchio.

evocazione di un demone

Abitando in un paesino e facendo sempre comunella venivamo spesso derisi ma non ci importava. Andavamo avanti per la nostra strada e ci godevamo quei giorni spensierati.

Almeno fino a quando non dovemmo iniziare le superiori. 

Andando in scuole diverse e molto lontane tra loro era diventato più difficile vedersi, ma seppur raramente riuscivamo comunque a trovare del tempo per incontrarci e raccontarcela.

A quel tempo iniziai a lavorare su me stesso e la mia vita aveva preso una piega inattesa. Fisicamente ero cambiato molto, ero diventato più aperto nei confronti degli altri riuscendo a farmi dei nuovi amici e ancor più incredibilmente ero riuscito a trovarmi una ragazza.

Un ragazzo trova l'amore

Non fraintendetemi, si trattava del classico amore adolescenziale durato quanto un gatto in autostrada. Ma per me rappresentava un grande passo in avanti e ne ero orgoglioso. Potevo dire di essere migliorato come persona, non ero più il ragazzino strano e impacciato nei rapporti umani di un tempo. Certo, strano ero e strano rimanevo ma almeno ero più socievole e aperto verso gli altri.

Per Piercarlo però le cose erano andate diversamente. Non era riuscito a integrarsi nella nuova scuola, subiva bullismo e il suo rendimento scolastico era colato a picco. Non stava vivendo un periodo felice. Tra l’altro ricordo ancora i discorsi estremamente negativi che faceva e l’odio malsano che stava sviluppando verso chiunque.

un ragazzo si trova isolato dal resto del mondo ed è depresso

Questa situazione mi faceva stare male. Per me era come un fratello, gli volevo un mondo di bene e non sopportavo che stesse così. 

D’altro canto non potevo risolvere i suoi problemi a scuola e non potevo nemmeno dedicarmi completamente a lui. È vero che ero il suo unico amico e che non aveva altre persone con cui confidarsi ma non potevo stargli sempre dietro.

Quindi un pomeriggio gli proposi di conoscere i miei nuovi amici. Pensavo che incontrando persone nuove si sarebbe sentito meglio e che col tempo si sarebbe integrato diventando loro amico a sua volta. 

Col senno di poi mi sono reso conto di quanto in realtà fosse egoista questa idea. La verità è che tutta la sua negatività mi stava facendo diventare matto, ero arrivato al punto di ignorare le sue chiamate pur di non sentirlo e l’unica soluzione che avevo trovato era quella. Che alla fine si può tradurre in un: trova altri amici e sfogati un po’ con loro. Il classico scaricabarile.

Al tempo però, ingenuamente, pensavo davvero che fosse una buona idea. Avevo quindici anni e non possedevo i mezzi e le conoscenze per poterlo aiutare. Quella per me era l’unica soluzione e non riuscii ad elaborarne di migliori.

Il primo sabato disponibile abbiamo preso una corriera e siamo andati nella città in cui studiavo e dove vivevano i miei amici del tempo.

Ammetto che le prime uscite non avevano dato i risultati sperati, poi lentamente le cose iniziarono a migliorare. Piercarlo si era sciolto un po’ e questo nuovo gruppo allargato era diventato interessante. 

Dei ragazzi fanno amicizia

Era bello andare in fumetteria, al cinema, a giocare a qualcosa ogni tanto o semplicemente stare da qualche parte a raccontarsela tutti insieme. Si era creata una bella combriccola in cui era molto piacevole stare. Piercarlo tra l’altro migliorò parecchio. Lui era contento, io ero contento, tutti erano contenti. Cosa sarebbe mai potuto andare storto? 

Il magico idillio durò solo pochi mesi. Non ricordo bene come iniziò, probabilmente fu un evento a cui inizialmente non badai troppo. Qualcosa di banale.

So solo che da un giorno all’altro le persone che pensavo fossero mie amiche iniziarono a ignorarmi e a declinare ogni mio invito. Sembrava che improvvisamente nessuno volesse avere a che fare con me.

Come se non bastasse a scuola iniziai ad avere dei problemi. Fino ad allora avevo vissuto la mia vita scolastica in maniera serena e di punto in bianco ricevevo insulti e angherie, non solo da chi ritenevo mio amico ma anche da perfetti sconosciuti.

Un ragazzo si sente solo

Ci stavo male; ma ciò che mi dava maggiormente fastidio era il non capire che cosa stesse succedendo.

Ne parlai con Piercarlo. Lui cercò di rassicurarmi e mi disse di non preoccuparmi, che avrebbe parlato con gli altri e che tutto si sarebbe sistemato. Organizzò un’uscita con tutta la compagnia e il giorno concordato presi la corriera e mi presentai nel luogo prestabilito. 

Quando arrivai calò il gelo. Le persone presenti mi guardavano malissimo ed era come se non avessero idea del perché io fossi lì. 

Piercarlo mi arrivò alle spalle e ridacchiando esordì dicendo: ma tu guarda chi è arrivato, lo spiritosone.

Ero decisamente perplesso. Non capivo quello che stava accadendo e chiesi il perché di quell’affermazione. Non l’avessi mai fatto. I presenti iniziarono a inveire violentemente contro di me dandomi anche qualche spintone.

Da quanto capii Piercarlo mi aveva dipinto come un miserabile capace di parlare male di chiunque gli capitasse a tiro e in particolare di chi era presente in quel momento. Come se fossi il peggiore dei peggiori e in quel momento così fui trattato, non mi fu risparmiato nulla per quelli che penso fossero i 10-15 minuti più lunghi della mia vita. Senza che mi venisse data alcuna possibilità di replicare. 

Un ragazzo subisce bullismo

Si dice che i bambini sappiano essere cattivi ma anche gli adolescenti non se la cavano male.

Quando ebbero finito me ne andai tra gli insulti e le risate dei miei ormai ex amici. 

Ricordo che mentre mi avviavo verso la fermata della corriera sentivo di voler piangere ma allo stesso tempo ero così arrabbiato che far scendere anche solo una lacrima sembrava impossibile. 

Come se non bastasse erano circa le tre del pomeriggio e il mezzo che mi avrebbe riportato a casa sarebbe passato alle 20:00 di sera. Mi ricomposi, entrai in un bar e comprai un chupa chups e qualche goleador per poi sedermi su di una panchina ad aspettare.

Un ragazzo riflette

Stavo veramente male. Sapere che Piercarlo, una persona che consideravo un fratello e a cui volevo un mondo di bene, fosse artefice di tutto quello che era accaduto mi aveva distrutto.

Non sapevo darmi una spiegazione, non avevo nemmeno idea del perché fosse arrivato ad orchestrare tutto ciò e del come ci fosse riuscito perché diciamoci la verità. Lo si poteva definire in tanti modi ma genio del male proprio no.

Nei giorni successivi provai a contattarlo ma non era intenzionato ad avere a che fare con me. 

Passarono circa due mesi e la bravata di Piercarlo non aveva tardato ad influenzare la mia vita scolastica. Perché ormai per tutti ero l’infame che parlava male degli altri e andavo punito e quindi bullizzato. Tutto quello che ero riuscito a costruire era andato in malora.

Sempre in quel periodo Piercarlo mi contattò. Voleva scusarsi e tentare di tornare in buoni rapporti e dentro di me avrei tanto voluto perdonarlo, veramente tanto. Peccato che mi avessero riferito che era rimasto completamente solo e che nessuno volesse avere più a che fare con lui. Le stesse persone da cui mi aveva allontanato ad un certo punto lo avevano isolato. 

Io non credo al karma ma penso che alla fine abbia semplicemente avuto quello che si meritava.

il karma punisce un ragazzo cattivo

Gli dissi che sapevo benissimo che voleva usarmi come ripiego e che non potevo perdonarlo per quello che mi aveva fatto. Gli chiesi però perché, perché arrivare a tanto? Cosa pensava di ottenere tradendo la nostra amicizia in quel modo? 

Piangendo farfugliò qualche parola e concluse che non sapeva dirmi il motivo. Tutto questo teatrino e lui non sapeva dirmi il perché.

Lo salutai per l’ultima volta, chiusi la chiamata e da allora non lo vidi più. Gli anni successivi furono molto difficili per me, dovetti sopportarne di ogni fino alla fine del ciclo scolastico solo perché il mio ormai ex migliore amico mi aveva rovinato a tal punto la reputazione da non potervi più porre rimedio. E non ne saprò mai il motivo, posso solo fare supposizioni.

L’unica certezza è che questa storia ci insegna tre cose. La prima è che ci vuole poco a rovinare la reputazione di qualcuno, la seconda è che le persone preferiscono mandarti a processo piuttosto che verificare se tu sia innocente o meno. La terza è che i colpi bassi arrivano da chi meno te lo aspetti.

lezione morale

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